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Come la moda investe nel patrimonio culturale italiano

Secondo gli analisti, gli investimenti del fashion system nel restauro del patrimonio culturale consolidano il legame con i consumatori e hanno un impatto anche sulle scelte d’acquisto.
La correlazione tra moda e arte è un concetto ben presente da moltissimi anni, ma non sufficientemente sfruttato. In particolar modo, il connubio tra le sfilate di moda e i monumenti, siti archeologici o, più in generale, località prettamente artistiche, come palazzi, ville o fontane, è un’idea che i vari creative director hanno messo in pratica nel tempo, promuovendo le proprie case di moda attraverso delle sfilate che sono diventate sempre di più dei veri e propri show, con musiche, danze, spettacoli e effetti speciali.In questo modo hanno enfatizzato ed evidenziato la propria collezione fino a introdurre l’idea di collocare le sfilate di moda non più solo in passerella, come accade durante le famose Settimane della Moda, ma in posti che dessero un effetto creativo creando un tipo diverso di spettacolo tanto che ne risentivano positivamente sia le case di moda che gli ambienti culturali scelti, i quali venivano valorizzati e sponsorizzati, anche, e soprattutto, a scopo turistico. Infatti, le case di moda sono molte attente al patrimonio artistico italiano e finanziano milioni e milioni di euro per restaurare e far splendere ancora di più i nostri monumenti. Oggi moda e arte camminano nella stessa direzione, nessuna è superiore all’altra, in quanto anche la moda è da considerare una forma d’arte vera e propria.

Valle dei Templi, Agrigento
La sfilata di Dolce & Gabbana alla Valle dei Templi di Agrigento è un vero e proprio omaggio alla Sicilia. È stata quella che ha confermato Dolce & Gabbana ambasciatore della bellezza Made In Sicily nel mondo. È stata un omaggio alla Sicilia con la “mitologia couture”.

La creatività dei due stilisti ha portato a compimento quello che era il quadro della bellezza greca, creando un set perfetto per descrivere l’Alta Moda firmata Dolce & Gabbana, dove il gusto elegante e la sicilianità vengono elevati grazie al maestoso savoir-faire tipico dei due stilisti.

La sfilata si è svolta lungo il pendio del Tempio della Concordia, espressione massima di quella creatività dell’Alta Moda tipicamente italiana che passa attraverso il tempo. Le creazioni rievocano i miti della classicità senza tempo, e le mani delicate delle sarte di Dolce & Gabbana li hanno ricamati sugli abiti.
Più di 150 modelle, tra cui Bianca Balti, Isabeli Fontana e Marpessa Hennink, hanno sfilato come dee e muse nel sito archeologico, indossando corpini-corsetto, leggerissimi pepli e calzari. A catturare l’attenzione sono stati i copricapi, micro-sculture fedeli all’arte Classica-Greca.

Palma di Montechiaro, Sicilia
Il 4 Luglio 2019 si è tenuta la sfilata di Dolce & Gabbana a Palma di Montechiaro, tappa che faceva parte del tour siciliano programmato, e tanto desiderato, dai due stilisti italiani. Fra le altre cose, ha sfilato anche l’alta gioielleria.  Inoltre, tutte le tappe siciliane sono state inserite all’interno del film di Giuseppe Tornatore “Devotion” e, a tal proposito, il giornale La Sicilia scrive “L’iniziativa è il primo tassello di un programma di ampio respiro mirato alla promozione e alla valorizzazione della Sicilia, patrocinato dalla Regione Siciliana sotto la direzione creativa di Dolce&Gabbana”.

Grazie anche al contributo di Dolce&Gabbana e del film “Devotion”, Palma di Montechiaro ha raggiunto una visibilità meritevole a livello mondiale, e viene inoltre apprezzata a livello turistico e culturale.

Della Sicilia amiamo tutto: i colori, le espressioni artistiche, gli scorci mozzafiato, le feste di paese, la buona cucina, il folclore che rivela l’anima del territorio e delle persone che lo abitano, il suo ‘bello assoluto’. Amiamo tutto ciò̀ che è siculo. Quello che cerchiamo di fare con il nostro lavoro è raccontare, valorizzare e tramandare questo patrimonio culturale di straordinaria bellezza. Le cose belle devono essere preservate e mai come adesso abbiamo tutti bisogno di ripartire: come sempre, continueremo a puntare sull’Italia ripartendo da questa meravigliosa isola, fonte inesauribile della nostra creatività̀”,  spiegano Stefano Dolce e Domenico Gabbana.

Palazzo Vecchio e Villa Bardini, Firenze
Sempre Dolce & Gabbana nelle giornate del 2 e 3 Settembre 2020 sono stati invitati a Firenze, al Palazzo Vecchio, a collaborare con le manovalanze artigiane fiorentine per presentare la nuova collezione Alta Sartoria Uomo e la collezione Alta Moda Donna, e nell’elegante giardino di Villa Bardini.
Dolce & Gabbana ci restituiscono una “stagione” di vita: a Firenze gli stilisti scelgono il simbolo di una forza che si rigenera, tanto fragile quanto indistruttibile: il fioreAbbiamo sempre guardato al Rinascimento fiorentino e ai suoi protagonisti con grandissima ammirazione. Le arti, la cultura e il sapere hanno raggiunto in quel periodo una tale eccellenza, da continuare a essere presi a modello di perfezione fino ai nostri giorni. […] Potere sfilare con la nostra Alta Sartoria nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, uno dei luoghi-simbolo del Rinascimento fiorentino, ha un grandissimo valore per noi: è l’avverarsi di un sogno che fino a pochi mesi fa credevamo impossibile si potesse realizzare.
Commentano i due stilisti italiani.

90 anni di Fendi, Fontana di Trevi, Roma
Per i suoi 90 anni, Fendi organizzò una sfilata-omaggio alla Fontana di Trevi, di cui ne finanziò il restauro l’anno precedente. I lavori per la fontana durarono 17 mesi e costarono 2 milioni di euro.
Furono 40 le modelle che sfilarono indossando la collezione di alta moda per l’autunno/inverno 2016/17 su una passerella di plexiglass trasparente, dando l’impressione di camminare direttamente sull’acqua.
Tra le modelle vi erano anche Kendall Jenner e Bella Hadid.
La collezione, chiamata “Legends and Fairy Tales”, Leggende e fiabe, è stata disegnata dal direttore creativo Karl Lagerfeld: è fatta di abiti trasparenti, con motivi floreali, ricami e particolari in pelliccia, accompagnati da stivaletti alla caviglia.
Silvia Venturini Fendi ha commentato: ”La nostra collezione è profondamente ispirata dal ‘setting’, dalla scenografia naturale della Fontana di Trevi. Il tema della collezione è infatti Legends and Fairy Tales. Come vivere all’interno di un sogno, di una favola. La Fontana di Trevi è per tutti noi una leggenda. E il nostro défilé una visione onirica”.

Fendi sfila sul Colle Palatino
Il 4 Luglio 2019, Ai piedi del Colosseo, nell’area dove sorgeva il Tempio di Venere, Fendi ha organizzato una sfilata per ricordare lo storico direttore creativo, Karl Lagerfeld, scomparso nel febbraio del 2019, dopo i suoi 54 anni in Fendi. È stata un’occasione anche per poter sostenere la ripresa del Tempio di Venere sul Colle Palatino di Roma. Si tratta del più grande luogo di culto della Roma antica, che verrà sottoposto a interventi per un totale di 2,5 milioni di euro. Il progetto prevedeva la sistemazione della zona di fronte alla cella di Venere e al layout dell’area; i lavori sono ancora in corso.
La sfilata ha un nome simbolico, anche per la location scelta, ovvero “The Dawn of Romanity”, l’alba della romanità, e per l’occasione, la casa di moda ha utilizzato una collezione di 54 capi artigianali. Cinquantaquattro, come gli anni in cui Lagerfeld ha diretto la maison fondata da Adele ed Edoardo Fendi nel 1925. Dei 54 outfit della sfilata, ha spiegato Silvia Venturini Fendi, “21 sono nuovi, realizzati anche in pelliccia sostenibile, ricavata dalla lavorazione di cachemire e altri materiali. Gli altri sono ‘rimessi a modello’, cioè rielaborazioni di pezzi d’archivio”.
Tra i vestiti della collezione c’erano anche abiti da ballo con fantasie che richiamano i pavimenti mosaico del tardo Impero, ripresi dalle Navi di Nemi e dai pavimenti della Domus Tiberiana.

Non era la prima volta che la Maison si impegna per sostenere iniziative importanti di restauro di alcuni dei monumenti simbolo della città. Il tutto è iniziato nel 2013 con il restauro della Fontana di Trevi, terminato nel 2015. Poi è stata la volta di “Fendi for Fountains” con il restauro delle “Quattro fontane”, quello delle fontane del Gianicolo, del Mosè, del Ninfeo del Pincio e del Peschiera.

Gucci alla Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Firenze
Attraverso le meraviglie del Rinascimento, la Collezione Cruise del 2018 di Alessandro Michele è stata presentata nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti. La Galleria per la prima volta apre le porte alla Moda con la collezione Gucci Resort 2018. Alessandro Michele ha creato una collezione che vanta diverse contaminazioni tra cui lo stile rinascimentale e l’underground: retine di perle nei capelli, abiti ricamati e decorati, monili e gioielli dal gusto antico; probabilmente complice anche la location d’eccezione che potrebbe aver influenzato in qualche modo lo stile in passerella.
Abiti con cristalli, perle e fiocchi indossati con elaborati bracciali da palmo per le modelle, mentre i completi uomo broccati con rever sono abbelliti da teste raffiguranti Hercules, figlio di Zeus e il satiro Sileno, maestro di vita di Dioniso secondo la mitologia greca.

Alessandro Michele riesce così a dare una nuova vita alle sette sale della Galleria e a rendere in qualche modo omaggio alla cultura italiana e alle tradizioni fiorentine con un viaggio nella moda e nel tempo.
A beneficiare della sfilata è stata sicuramente la città di Firenze. Il marchio di lusso ha infatti donato la cifra di 2 milioni di euro per il restauro del Giardino di Boboli adiacente alla struttura che un tempo era dimora dei Medici e che oggi ospita nella Galleria Palatina importantissime opere.

Gucci ai Musei Capitolini, Roma
Il 28 Maggio 2019, il Direttore Creativo Alessandro Michele ha scelto i Musei Capitolini per presentare la nuova Collezione Gucci Cruise Uomo/Donna 2020. Gucci, come viene spiegato in una nota, vuole promuovere e valorizzare un patrimonio artistico unico al mondo. La Maison Gucci si è inoltre resa disponibile per il progetto di recupero della Rupe Tarpea, parete rocciosa che si trova nell’area sud del Campidoglio.

«Roma è un luogo difficile da definire anche per un romano. È un po’ disordinata come lo erano alcuni dei ragazzi che sfilavano stasera, è libera, è artistica, è anarchica. La libertà è un’idea romantica, il sogno di essere come vogliamo», ha detto Alessandro Michele al termine della presentazione.

L’idea di stile di Michele è sempre la stessa: mescolare disordine ed epoche diverse, stili e gusti diversi e lontani tra loro, e creare un mondo unico e personale, decisamente “camp”; un concetto difficile da definire ma che si potrebbe riassumere nell’estetica dell’esagerazione e dell’artificio. È spesso associato al kitsch, ma al punto da essere così brutto da diventare bello

La collezione «è come al solito un omaggio a molte cose, a culture diverse e momenti storici diversi», ha raccontato Michele; vi è anche un vestito bianco con ricamato sul ventre un utero fiorito e una giacca viola con scritto sopra «My Body My Choice».

In un post di Instagram, a tal proposito, Gucci ha scritto che Alessandro Michele ricamò un utero su un abito pochi istanti prima della sfilata, il che fa riflettere sulla visione continua di Michele, e sulla libertà di espressione riguardante l’argomento in continua crescita dell’uguaglianza di genere.
Inoltre, Gucci ha fondato nel 2013 Chime for Change, una campagna globale per riunire, unire e rafforzare le voci che parlano per l’uguaglianza di genere, per sostenere le donne e finanziarne i progetti. 

Gli esempi precedenti dimostrano che grazie a queste sfilate d’effetto, la meravigliosa Italia, ricca di arte, cultura e storia, viene vista ancora una volta sotto altri scenografici, artistici, affascinanti ed eleganti punti di vista. Viene, ancora una volta, valorizzata e supportata grazie anche alle donazioni effettuate dalle varie case di moda a favore della ripresa di alcuni dei moltissimi monumenti storici. 

In merito, Erika Andreetta, partner PwC e consumer markets consulting leader, in un’intervista ha specificato “Le fondazioni private colmano con queste operazioni la generale diminuzione di sussidi statali per azioni di interesse solidale e culturale. Oltre ai ritorni d’immagine e alle opportunità di comunicazione correlate, dobbiamo considerare i vantaggi fiscali che vanno però distinti tra i casi di mecenatismo e sponsorizzazione”. 

Simona Torre

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