MAR 24 2015

Barbie: 55 anni ma sempre actual!



Proprio così! La bambola più amata dalle bambine di tutte le generazioni ha già compiuto mezzo secolo, incarnando da sempre, inevitabilmente, un modello da seguire ed imitare, ragione per cui la bambola è stata spesso quasi "demonizzata" da quella percentuale dell'opinione pubblica che la considera un modello negativo.

Viene da chiedersi: "come può un personaggio di grande successo come Barbie essere un modello negativo per le "piccole donne del futuro?" Barbie sembra infatti riuscire perfettamente in ogni campo oltre ad essere dotata di grande bellezza, caratteristica che ogni donna vorrebbe possedere. Le cause di questa demonizzazione sono principalmente psicologiche e mutevoli nel tempo. Partiamo dalle origini:

Anni ’50. Ruth Handler era una delle rare donne imprenditrici dell’epoca. Viveva a Hawthorne, in California, e lavorava  insieme al marito Elliot alla Mattel, azienda specializzata nella produzione di case per bambole, fondata con l’amico Harold “Matt” Matson (da qui il nome Matt-El).

Ruth aveva un problema: la figlia Barbara non sembrava apprezzare più i paffuti bambolotti destinati ai piccolissimi: preferiva invece ritagliare dalle riviste patinate della mamma i vestiti da far indossare a manichini di cartone, giocando poi a fare l’adulta.
Come soddisfare i desideri ludici della figlia? La soluzione arrivò da Lucerna.

Nel 1956, gli Handler andarono in vacanza nella città svizzera. Passeggiando nel centro storico, madre e figlia furono immediatamente attratte da una vetrina nella quale erano esposte 6 bamboline alte meno di 30 centimetri, in tenuta da sci. Le bamboline rappresentavano la protagonista di Lilli.

 

 

Un  fumetto che aveva debuttato il 24 giugno 1952 sul quotidiano tedesco Bild Zeitung. Era in realtà un simpatico soprammobile, ma Barbara ne rimase comunque affascinata e decise che quella "bambola" doveva essere sua ad ogni costo.

Tre anni più tardi, alla Fiera del giocattolo di New York, Barbara Millicent Roberts, alias Barbie, fece il suo debutto in società: acconciatura a coda di cavallo, costume da bagno zebrato, sandali, occhiali da sole e orecchini. Naturalmente per le madri di famiglia americane fu quasi uno scandalo: era la prima bambola con il corpo di un adulto, prosperosa e, soprattutto, molto sexy . Prima del lancio, la Mattel aveva mostrato il prototipo ad alcune mamme chiedendone il parere, che si rivelò, naturalmente, del tutto discordante. 

 

 

Ruth Handler, invece, era convinta di aver fatto la scelta giusta, anche se probabilmente non immaginava che quella bambola in vinile avrebbe conquistato il mondo. L'imprenditrice optò quindi per una scelta strategica: visto che i genitori non l’apprezzavano, Ruth decise di rivolgersi direttamente a chi avrebbe usato quel giocattolo, i bambini. La televisione era agli inizi (e quindi anche la pubblicità) e Barbie fu presentata al Mickey Mouse Club, una delle trasmissioni più seguite. Nel primo anno, la Mattel vendette così 300 mila bambole a 3 dollari l’una.

Tra le principali "accuse" di modello negativo, mosse da genitori e psicologi, quella di influenzare negativamente le bambine, portandole a crescere seguendo l'esempio di un personaggio, (Barbie appunto) dotato di scarso spessore mentale e culturale, con una personalità vuota e superficiale, il cui unico interesse era apparire bella e vestire alla moda. Una sorta di "ragazza oca" come reciterà più in là negli anni '90 il famoso singolo della band "Aqua" intitolata appunto "Barbie girl". Per tutta risposta, la Mattel decise di "evolvere" il personaggio di Barbie arricchendone la "biografia" e la "personalità". Nascono così innanzitutto i vari personaggi appartenenti al background di Barbie, primo fra tutti il fidanzato Ken, “nato” nel 1961; l’amica del cuore Midge, classe 1963; la sorella Skipper, 1964. Ma non solo; grazie ad un team di psicologi che da decenni intervista ogni anno centinaia di bambine con l'obiettivo di scoprire e interpretare i mutamenti del loro mondo adattandovi l’universo parallelo di Barbie, la bambola subisce un'ulteriore evoluzione. Nel 1962 Barbie conquista il diploma; nel 1965 la vediamo sfoggiare una tuta spaziale; nel 1968 viene anche affiancata da Christie e Julia, le prime bambole di colore (portatrici di un "messaggio antirazziale"); per non parlare delle numerosissime professioni esercitate da Barbie, tra le quali, nel 2004, la candidatura alla presidenza degli Stati Uniti d’America.

Successivamente in Iran, l’Istituto per lo sviluppo intellettuale dei bambini e dei giovani adulti creò due versioni islamiche (Sara e Dara) identiche ai modelli americani ma con un guardaroba più sobrio; mentre in Kuwait, nel 1994, contro la bambola fu addirittura pronunciata una fatwa (condanna religiosa). Contemporaneamente si assiste alle “mutazioni” tecnologiche: nel 1967 Barbie è in grado di ruotare il busto e nel 1992 inizia addirittura a parlare (una delle frasi più famose: “la matematica è difficile”, frase che scatenò vari dibattiti tra le femministe). Intanto, i “lifting” (circa 3) adeguavano il suo volto all'evoluzione dell’ideale femminile nel corso del tempo.

Ma torniamo al presente. L'ultima evoluzione ideata dalla Mattel, affinchè Barbie possa reggere il confronto con le valide rivali Elsa ed Anna di "Frozen", ha portato alla creazione dell'ultimissimo modello chiamato "Hello Barbie", la prima bambola dotata di connessione WI-FI, in grado di porre domande e/o rispondere, intrattenendo così una reale conversazione con le bambine.

 

 

La bambola si presenta in versione "casual", con t-shirt bianca e jeans, funziona tramite il microfono e l'altoparlante inseriti nella collana argentata e viene attivata tramite il pulsante presente sulla fibia dello stivaletto. Barbie sarà così capace di apprendere citazioni e preferenze dei bambini per dar vita a dialoghi veri e propri su diversi argomenti fornendo risposte adeguate ai quesiti. Il nuovo modello è stato sviluppato in collaborazione con la startup americana ToyTalk, che ne ha creato la piattaforma di riconoscimento vocale. La conversazione con Barbie può raggiungere un massimo di durata di un'ora circa, grazie alle batterie e al micro computer inserito nelle gambe della bambola, soddisfacendo in questo modo una delle principali esigenze di sempre per tutte le fasce di età e in ogni paese: parlare realmente con Barbie.

Ovviamente anche quest'ultimo modello diventa fonte di preoccupazione per i genitori delle piccole fan di Barbie, preoccupazione dovuta al fatto che le conversazioni delle bambine saranno archiviate nei server di ToyTalk e, in teoria, essere sfruttate per la raccolta di dati a scopi commerciali, tuttavia la società ha assicurato che ogni famiglia potrà richiederne la cancellazione ed ha anche sottolineato che, in ogni caso, i dati saranno utilizzati unicamente per migliorare le capacità di risposta della bambola.

Il successo è comunque assicurato. La Barbie della nuova frontiera è ancora una volta destinata a conquistare il mondo!

Quello di Barbie è senza alcun dubbio un fenomeno senza precedenti, essa rappresenta infatti il primo esempio di gioco globalizzato in quanto universalmente riconosciuto. Ovunque nel mondo, lei rimane immutata, sempre identica e la sua fama è di livello mondiale. Con gli anni si formò anche un mercato di collezionisti tra cui si ricercano modelli della bambola dal valore di migliaia di euro, la Barbie numero1 ad esempio può costare oltre 20mila euro, basti pensare anche solo a tutti i dettagli che caratterizzano la bambola rendendo la sua figura sempre più realistica, ideati secondo i dettami della moda parigina del momento. Oltre 4.800 accessori, firmati anche dai più grandi stilisti come Moschino, Yves Saint Laurent, Versace ed Armani, gioielli ed auto, ultimamente è stata anche creata e messa in commercio la nuova Fiat 500 di Barbie, rigorosamente rosa!.

 

 

 


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