APR 18 2012

Valentino Fiammetta e Kristo Neziraj: gli allievi del Fiume



Valentino Fiammetta è un brillante studente di primo anno al corso di Fashion Design all’Accademia Euromediterranea di Catania. Kristo Neziraj studia anche lui, all’Istituto Statale d’Arte di Comiso Salvatore Fiume, dove eccelle nelle materie artistiche. Insieme sono stati i protagonisti della mostra “Gli allievi del Fiume. Forme, china e passione delle nuove generazioni” che si è tenuta a Comiso dal 6 al 15 Aprile 2012.

 


Li abbiamo contattati entrambi per proporgli un’intervista originale: ognuno doveva fare all’altro le proprie domande... messaggiandosi su Facebook! Ecco cosa ne è venuto fuori.

 

  • Kristo: “Valentino, qual è la tematica dei tuoi disegni? E come mai proprio Lady Gaga?”


La tematica è quasi sempre basata sulla figura femminile, si sarà notato. La sensualità è la caratteristica predominante. Ciò spiega il fatto che moltissime delle mie figure hanno la bocca aperta, sputano fumo, si leccano dita. Certa mimica mi riesce inconscia, è forse il mio personale stereotipo di donna. Il tutto si mischia in un collage di parole dal carattere caotico e tenebroso, scie di farfalle, petali, lettere e simboli che ne definiscono i contorni equilibrandosi tra i contrasti tonali.

 


Lady Gaga per me è la donna per eccellenza, un'opera d'arte vivente in continua evoluzione e trasformazione, simbolo delle infinitesimali sfaccettature di ciò che una persona può essere e mi piace calare la sua figura negli immaginari della mia testa. Oltre a far risultare il tutto molto attuale e di moda, è come apporre una data precisa ad ogni disegno senza bisogno di scriverla!

 

 

  • Valentino: “E tu? Perchè proprio questi soggetti?”

Di solito i miei soggetti riassumono un po’ il corso delle mie giornate, la mia vita quotidiana insomma. Per questa mostra, però, ho scelto la mitologia, una tematica che mi ha sempre affascinato, perché è ricca di personaggi esteticamente possenti, interessanti da poter realizzare... cosa che oggi, purtroppo, non esiste più!

 

  • Kristo: “Ultimamente quali tecniche stai approfondendo?”


Devo dire che in questo periodo sono abbastanza fissato con la china. Adoro l'attraente contrasto che si crea tra i purissimi bianco e nero. Devo ammettere però di provare una certa attrazione per la tecnica dell'acquerello. E’ un po' come se il lavoro che improvviso tra scritte e minuscoli simboli si semplifichi in una magica macchia fatta d'acqua e pigmento. L'immediatezza del tutto mi eccita, è sempre un rischio bagnare il tutto... il risultato lo lascio giudicare a chi guarda.

 


 

  • Kristo: “E cosa vuoi comunicare a chi guarda con i tuoi disegni?”

Sai, molte volte mi trovo davanti ad uno dei miei lavori e penso: ma perché ho fatto sta cosa? Spesso non so nemmeno io cosa voglio comunicare, un'impressione probabilmente, poi dipende. In primis nasce tutto come un'egoistica voglia di rendere forme delle macchie d'inchiostro che ho in testa, di liberare delle piccole sensazioni: leggerezza, sensualità, tristezza, rigidità, fuga, stress, malinconia.
 

  • Kristo: “E il pubblico come risponde?”

Disegnare è l'unica cosa che faccio solo, io e me stesso; ed è anche per questo che quando mi chiedono "mi fai vedere il tuo disegno, vediamo che hai fatto" cerco di fuggire provando a notare le reazioni un po' da lontano. Sono molto geloso del mio giudizio riguardo alle mie cose e, sebbene creda che le critiche, positive o meno che siano, servano ad una crescita equilibrata sono comunque a conoscenza del mio senso di rispetto verso quegli spezzoni di "vita psichica" che getto sui fogli.

 

 

  • Kristo: “In quali condizioni ambientali piace lavorare?”

Adoro lavorare da solo, con la mia musica preferita a palla, quindi quando posso metto su il mio vinile preferito di Bjork e parto a schizzare. In effetti i disegni di questa mostra,  ci accorgiamo che molti di essi sono schizzati, improvvisati su semplice carta da stampa con pennarelli o ciò che capita prima, troppe volte sorpreso sui banchi di scuola e richiamato dai prof per stare per i fatti miei a inventare strane situazioni tra crocette, farfalle e idoli pop.

 


 

  • Valentino: “Tu da cosa trai ispirazione, invece?”


L’ ispirazione non sempre viene per prima, infatti alcuni operati sono il risultato di un passatempo. Quando invece l'ispirazione viene a far visita, il lavoro che ne consegue, acquisisce maggiore significato.

 

  • Kristo: “Nel tuo caso, l'ambiente circostante influenza la tua ispirazione?”

Se per ambiente circostante si intende l'Accademia, non saprei, credo sia il semplice continuum che si è creato da quando ho iniziato a scoprire il mondo della moda, con i suoi idoli, le tendenze, i colori, le illustrazioni. Ciò che m'influenza maggiormente in realtà è il retroscena di questo magico mondo brillantinoso, la decadenza che sta dietro certi fenomeni, la genialità che influenza determinate performances...diciamo che l'influenza maggiore proviene invece dal mondo dell'arte, Toulouse Lautrec e le sue locandine di fine '800, Klimt tra femminilità vampiresca e natura decadente, Andy Warhol, la factory con le sue trans-dive e le prime forme di showbiz, cose che spesso trovano reali corrispondenze nel panorama pop contemporaneo.

 

 

 

  • Valentino: “Infine, su cosa si basa il tuo metodo rappresentativo? E cosa ti aspetti dal tuo futuro artistico?”

Punto molto sulla grafica e cerco di migliorarla costantemente. Ho iniziato con la classica matita per poi spostare la mia attenzione verso l'inchiostro, ma da un po’ di tempo anche il colore nei miei lavori diventa sempre più una componente importante. Sono ancora in fase di sperimentazione. Per quanto riguarda il mio futuro artistico preferisco proseguire con quel che capita, fama e gloria mi raggiungeranno solo se mi do una mossa. 


 

 

Due ragazzi con i piedi per terra ma capaci di farci volare. Li seguiremo e vi terremo aggiornati su tutti i loro futuri successi!

Intanto, in bocca al lupo ad entrambi!

 

 


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