LUG 11 2012

Stage a Londra per le studentesse dell'Accademia Euromediterranea!



Sono tornate. Ve ne sarete accorti, avrete letto la loro ultima cartolina o visto le foto sulle loro bacheche Facebook. Noi le abbiamo intervistate per sapere, in anteprima, com'è andato il loro fantastico stage a Londra.

 

  • Allora ragazze. Diploma all'Accademia Euromediterranea, Madeinmedi 2011 e poi stage a Londra. Diteci, con chi avete lavorato?

Martina: Io e Anna abbiamo lavorato con 4 stilisti: Stefàn Orschel-Read e Peir Wu che fanno moda maschile, Francesca Marotta e la bag designer Claudine

Irene: Io solo l’ultimo mese con Orschel-Read mentre i primi due mesi, con Katie Eary. Entrambi moda uomo. 

 

 

  • Di cosa vi occupavate esattamente tu e Anna? 

Martina: Abbiamo aiutato Orschel-Read con le tele e i cartamodelli di Mariposa, la collezione che ha presentato al Madeinmedi 2012. Da Peir Wu, invece, andavamo due volte a settimana. L’abbiamo aiutata nella preparazione della sua collezione: tagliare e cucire le tele, con i cartamodelli, le prove con i modelli... Abbiamo lavorato anche con la Marotta e Claudine: con la prima abbiamo cucito e lavorato sui cartamodelli, con la seconda abbiamo cucito l’interno di alcune borse. Solo alla fine ci ha mostrato come le crea. Bellissimo!

 

 

  • Irene, un solo mese con Stefàn Orschel-Read. Come ti sei trovata? 

Irene: Purtroppo sì, ma è stato un mese intensissimo. Con lui mi sono trovata davvero bene. Non era solo il mio datore di lavoro, ci teneva tantissimo che imparassi per me, quindi è stato una sorta di insegnante. Non dovevo solo produrre per Stefàn Orschel Read, dovevo fare qualcosa di buono che giovasse ad Irene Stevani. L’ho apprezzato infinitamente.

 

Martina: La Marotta è simpaticissima. Un giorno l’abbiamo accompagnata allo shooting fotografico per un magazine, è stato davvero divertente. In questi mesi è stata un po’ la nostra mamma.

Anna: E’ vero, è veramente una bella persona, si è messa sempre a nostra disposizione ed è stata sempre garbata. Ci ha fatto lavorare per lo più con i cartamodelli e ci ha anche messe alla prova, facendoci realizzare un’idea di prototipo, con il tessuto di drappeggio sul manichino.

Martina: Sì, abbiamo lavorato al drappeggio di un abito sul manichino... speriamo lo metta nella sua nuova collezione!

 

 

  • In questi mesi avete mai pensato di dedicarvi alla moda uomo?

Martina: Orschel-Read mi ha detto che sono portata per il disegno maschile e che non esclude una collaborazione in futuro. Completata la collezione, infatti, ci ha aiutati nella fase di ricerca e realizzazione di una nuova mini-collezioni per lui. Mi ha fatto davvero piacere ricevere i suoi complimenti, Orschel-Read per noi è stato un maestro: preciso e tranquillo, ci ha spiegato tutto dettagliatamente e ci ha insegnato davvero tanto.

Irene: Tra Katie e Stefàn, sì, ci ho pensato. E’ un settore abbastanza diverso ma preferisco decisamente donna. 

Anna: Non credo che sia nelle mie corde, mi ha fatto piacere scoprirne le caratteristiche ma non credo faccia parte del mio futuro. Poi non so...

 

  • Il ricordo più divertente.

Anna: Più che divertente, ricordo una cosa carina di Francesca Marotta: la colazione all'inglese che con immensa cortesia e gentilezza ci ha preparato. 

Martina: Ricorderò sempre la penultima sera a casa di Orschel-Read. Abbiamo cucinato la parmigiana e abbiamo cenato tutti insieme. C’era una bella atmosfera, ormai era come se fossimo a casa. Peir Wu invece una volta ci ha chiesto di cucinare la pasta alla capricciosa... si è leccata la ciotola! 

 

 

  • L’inglese? E’ migliorato?

Martina: Sì, sicuramente dovrò migliorarlo ma lo capisco già molto meglio. Il problema rimane un po’ parlarlo...

Anna: Beh, sicuramente la capacità di capire cosa mi viene detto è molto migliorata. 

Irene: Un po’ si anche perché con loro avevo decisamente più spazio per comunicare e comunque sono stati tutti davvero pazienti. Avevo tanti teachers a cui chiedere conferma e a cui, di tanto in tanto, insegnavo qualche parola di italiano. Oltre a Stefàn e Leo c'erano altre due ragazze che lavoravano lì, Jen e Aurisha con cui eravamo davvero affiatate e poi Marc, il coinquilino fotografo e amico di Stefàn e Leo.

 

 

  • Cosa vi mancherà di più? E cosa, invece, vi è mancato di più?

Martina: Mi mancava il sole: a Londra era un’utopia! Invece mi piaceva la metropolitana: dover cambiare, salire, scendere... mi faceva sentire importante! Il mercato di Camden... quello mi mancherà. Andavamo almeno una volta a settimana e io adoravo bazzicare in quelle vie e viuzze che dietro nascondevano altre bancarelle; e poi guardare tutte le cose particolari che c'erano, i colori, le persone strane!!! Bello Camden, mi mancherà!!!!

Irene: E’ stata un'esperienza variegata. Ho visto più aspetti di un ambiente completamente diverso dal nostro, sia per cultura che per organizzazione. L’ultimo periodo è stato quello che ricorderò con più piacere: con Stefàn ho imparato tantissimo e si è creato davvero un bel team all’interno del posto di lavoro. Mi è dispiaciuto un sacco dover ripartire! Stare insieme a tutti loro... mi mancano un sacco, infatti è stato difficile doverli salutare. 

Anna: Mi mancherà rimanere in questo settore, in un mondo già avviato che ha tanti aspetti, tutti da scoprire. Cosa mi è mancato di più? Magari la vicinanza delle persone care, anche se Skype sotto questo punto di vista c'è stato molto d'aiuto!

 

 

  • I pro e i contro di un’esperienza di stage all’estero.

Martina: I pro sono che impari tecniche diverse e nuove. I contro sono principalmente legati al denaro: Londra è carissima! Alla fine però se uno lo può fare... Insomma, va fatto! 

Irene:  Credo che ci siano più pro che contro considerando che ho potuto toccare con mano sia cose  negative che positive. E’ indubbiamente un motivo di crescita: non sei preparato a quello che ti aspetta e devi comunque trovare il modo di fronteggiare qualunque situazione ti venga proposta, con l'aggravante della cultura e della lingua, che ovviamente non sono dalla tua. Ti fai le ossa, riempi un enorme zaino colmo di esperienze. E poi Londra è pazzesca! E’ una città iperstimolante, piena di persone diverse, stili di vita diversi, mentalità diverse... Non stai mai ferma! Mi mancherà anche questo: ero iperattiva!

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Insomma, un'esperienza indimenticabile per le nostre tre studentesse di Fashion Design dell'Accademia Euromediterranea alle quali auguriamo mille altre esperienze belle ed indimenticabili come questa! 


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