FEB 03 2014

Io e Nero Toscano - la parola alle vincitrici



Sono state eccezionali le nostre tre studentesse di Fashion Design dell'Harim Accademia Euromediterranea le cui creazioni sono state selezionate dal brand Nero Toscano. Annalisa, Valentina e Giulia, rispettivamente selezionate per Linea Donna, Linea Uomo e Calzature Uomo e Donna sono state così carine da scrivere alla redazione delle piccole lettere in cui raccontano, ancora emozionate, le sensazioni provate a poche ore dalla premiazione. Ecco cosa ci hanno scritto in un commovente post scritto a 3 mani!

 

Annalisa Coco, Valentina Plumari e Giulia Ferrara, le vincitrici - ph. Andrea Calaciura

 

GIULIA FERRARA

 

Il giorno del primo incontro con il fondatore del marchio Nero Toscano è stata una tipica e afosa giornata di un luglio catanese. Ero molto ansiosa e curiosa di sapere di più su un progetto di cui ci avevano solo accennato e nonostante l'incontro fosse durato meno del previsto cercai di sfruttare al meglio quel tempo mettendo già in moto gli ingranaggi della mia creatività. 

Tornata a casa l'unica certezza che avevo era una: dovevo riuscire a progettare entro pochi mesi una collezione after sea uomo-donna costituita da tre categorie: t-shirt, parei e bermuda, ciabatte. Così è cominciato il mio lungo viaggio nel sud del Vietnam, in particolare a Con Tho, dove ho trovato la mia ispirazione.

Con la categoria "ciabatte" mi sono aggiudicata uno dei tre premi messi in palio. Per uomo il mio progetto prevedeva tre tipologie di ciabatte: infradito, fascia, incrocio; tutte e tre ispirate alle foreste di mangrovie. Per donna, invece, due tipologie di ciabatte: una ispirata a un frutto tipico del posto, l'altra alle piroghe, caratteristiche imbarcazioni locali. 

 

Nero Toscano si congratula con Giulia Ferrara - ph. Andrea Calaciura

 

Partecipare a questo concorso è stata un'occasione costruttiva e gratificante, non solo perché grazie a questo mi sono messa totalmente in gioco sin dall'inizio, curiosa e al contempo un po' timorosa di vedere giudicato il mio lavoro da una giuria competente, ma anche perché oltre ad essere stata giudicata sono stata scelta! 

Ringrazio Alfredo per aver dato la possibilità esclusiva a noi sole studentesse dell'Harim Accademia Euromediterranea di partecipare al concorso riponendo in noi la massima fiducia e dandoci un assaggio del mondo lavorativo che ci aspetta. 

Giulia Ferrara

*

 

ANNALISA COCO 

 

Quando ho deciso di partecipare al concorso indetto da Harim Accademia Euromediterranea e Nero Toscano ero entusiasta di fare questa nuova esperienza, di mettermi in gioco e dimostrare cosa so fare. Inizialmente, prima dell'incontro con Nero Toscano, ero incuriosita sull'opportunità che ci stava mettendo di fronte l'Accademia e mi è bastato poco per capire che sarebbe stata una bella occasione per farmi conoscere. Così ho pensato: "Perché non provarci!"

Il signor Nero Toscano ci ha subito messe tutte a nostro agio, dimostrandoci quanto era fiducioso nelle nostre capacità e questo mi ha spronato a fare del mio meglio. Il concorso consisteva nella realizzazione di una collezione after sea. Ho cercato di svolgere il tutto con la massima serietà e puntualità vista la ristrettezza dei tempi di consegna. Gli abiti che ho realizzato sono alla portata di tutti, niente di eccessivo ma giocano un ruolo importante le fantasie molto colorate. Le ho progettate per una donna che vuole sentirsi a suo agio sempre ma allo stesso tempo glamour. 

 

La premiazione di Annalisa Coco - ph. Andrea Calaciura

 

Il giorno della premiazione ero emozionata e ansiosa di conoscere il verdetto ma allo stesso tempo felice di averci provato. L'aver vinto mi ha fatta sentire al settimo cielo e fiera di me stessa. Spero che questa vittoria sia l'inizio di tante altre e l'inizio di una prospettiva futura che mi porterà a realizzare i miei desideri.  

Questa esperienza mi ha dato tanto. Ho capito che si deve credere di più in se stessi e cogliere tutte le opportunità che ci vengono proposte. Io l'ho fatto... e ho vinto! 

Annalisa Coco 

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VALENTINA PLUMARI

 

Estate. Luglio. Mi verrebbe da dire vacanze, ma non è esattamente così. Non ci si ferma mai. Una telefonata. Harim. Ci vediamo il 12 in Accademia. Curiosità alle stelle. Il primo incontro inizia con un vassoio di dolciumi. Ottimo inizio. L’idea, quel  semino che viene piantato, da cui un giorno nascerà qualcosa di nuovo, di forte. Quel momento è fatidico. L’istante in cui prepari  la terra, in cui il progetto è in potenziale, il momento in cui tutto può succedere. La storia mi affascina da subito. Nero Toscano, un amico del fanciullo di Pascoli parte lasciando scritto un foglio che vola via col vento. Un uomo che si è dissolto nel mondo per diventare parte del mondo. Lui è a spaziale e atemporale. Rileggo i miei appunti di quel giorno: una collezione aftersea. Pulita. ESTiva. Grande senso di LIBERTA’ e solidarietà. Attenzione ai dettagli. Giovani menti. Londra, New York, Hong Kong. L’obiettivo: un viaggio che va naturalmente verso Est. Già mi piace. Inizio ad immaginarmi questa figura itinerante, uno zingaro felice in cui mi riconosco. Cittadini del mondo che hanno tutte le potenzialità in una mano, che vedono in un solo istante infinite possibilità.

Ok, sfida accettata.

E’ luglio, il termine scade a novembre, la razionalità che governa le mie scelte mi dice di avere tutto il tempo del mondo. E inizia il viaggio. Come per tutti i progetti, si parte dalla ricerca. Raccolgo idee e immagini. Il mio MOOD è davanti a me e mi guarda. L’acqua, la madre, la forza e la speranza, la natura. Questi elementi mi guidano. Tutto questo si trasforma in T-shirt. Per uomo e per donna. E nel frattempo attorno a me l’estate scorre. Hybiscus rosa a terra, fradici, e il mare agitato e imperterrito. L’incontro in Accademia è importante. Innanzitutto mi permette di confrontarmi. Il riscontro con gli altri è fondamentale per chi, come noi, fa un lavoro creativo. Inoltre mostrare i propri lavori, che in questo caso non riguardano solo la scuola o gli esami, ma un progetto concreto, un lavoro, una persona nuova, un professionista, è stata un’esperienza formativa al massimo. E’ stata la molla che ha fatto scattare la voglia di fare e di creare. Mi stavo mettendo in gioco, ed è quello che amo fare di più. Incasso la reazione e faccio oro dei consigli che ho ricevuto. Non mi fermo. La sfida è il cambiamento, il dinamismo, altrimenti non sarebbe un progetto, non sarebbe una collaborazione. Altrimenti non sarebbe crescere. Qui si inceppa qualcosa. Non siamo capaci di controllare tutto e in quanto giovane mente libera mi faccio sommergere. Ho l’acqua alla gola e non riesco ad andare avanti. Troppi progetti si sovrappongono e la mia mente è satura. Mi fermo? Il NO mi arriva dall’alto, come una mano profetica che mi accompagna verso il resto del percorso. Grazie Gabriella, mio mentore. Ok, siamo ancora in gara. Riprendo i remi e continuo il mio viaggio lungo il fiume della creazione.

 

Valentina Plumari riceve il premio da Nero Toscano - ph. Andrea Calaciura

 

Parto dalle e-mail adesso. Il nostro Mood di riferimento arriva da Patrick. Un nome, una garanzia. Le sue parole intercontinentali mi ispirano nel profondo. Danno vita al mio personale mercato di frutti e statue greche, di isole e terra ferma. I due personaggi, un uomo e una donna, indossano le mie T-shirt. Si, adesso ci siamo. Non mi accontento di niente. Continuo con la cura dei dettagli, dei colori, della posizione di questo o di quello. No, questo lo metto qui, quello lo elimino, questa resta. 21. Sono ventuno in tutto i disegni che decido di presentare. 21 come la mia età, mi sembra un segno. Le mie piccole creazioni hanno un senso, una storia, ognuna di loro l’ho immaginata addosso ad una persona precisa, in un luogo preciso, per un’occasione precisa. So tutto di loro, immagino i loro colori e la loro leggerezza, so che odore faranno e che sensazione daranno al tatto. Li sento, come figli mai nati della mamma che vive dentro di me. Mamma-arte. Le ho progettate pensando ad ogni loro singola parte. Tutti gli elementi da cui sono composte hanno la loro importanza, e io ne custodisco tutti i segreti.

Ok, invio tutto. Il file è troppo grande. Vado di persona in Accademia e li consegno. La pen drive li partorisce e prendono il loro posto sul desktop di Grace. Grazie Grace. In qualche modo mi sento più leggera. Un senso di libertà mi invade ma non ho il tempo di godermelo. La scatola di impegni sovrapposti e fatalmente incastrati è sempre piena. Novembre arriva e passa e a me quasi passa di mente, come il foglio lasciato da Nero, che vola via col vento. Poi, una telefonata. Harim. Ci vediamo il 17 Dicembre in accademia. Curiosità alle stelle. Anche questa volta vassoi di dolciumi ci danno il benvenuto. Perfetto. Scoprire il verdetto mi ha procurato una sensazione assurda. Come un palloncino pieno di acqua che mi scoppia nella pancia. Una freschezza sconosciuta mi invade da dentro, penso si chiami gioia. La soddisfazione e l’innaturale leggerezza arrivano dopo. Un premio. Il finale perfetto di un’odissea di lavoro che sembrava una storia infinita. La tenacia, la determinazione e il duro lavoro non rimangono mai senza risposta. Hanno sempre un valore, l’importante è crederci. La fortuna più grande è stata aver trovato qualcuno che ci ha creduto per primo, quella persona che guarda oltre, che scommette su di te. E io ne ho incontrato addirittura due. Queste figure sono fondamentali per me, che come creativa voglio continuare a credere nei miei sogni.

Che si avverano.

Adesso lo so.

Grazie.

 

Valentina Plumari

 


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