GEN 24 2012

La vita bassa



Gli anni ’60 sono ricordati come gli anni della libertà, delle lotte sociali, soprattutto giovanili, e di grandi atti che sconvolsero la vita quotidiana. Grandi esponenti musicali di quegli anni, come Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison hanno aiutato la diffusione di questa  agognata “libertà”. Oltre a diffondere questo ideale, gli stessi, “pubblicizzano” e quindi diffondono i primi pantaloni a vita bassa, che un po’ per moda un po’ per spirito di sfida si diffusero velocemente tra tutti i giovani del mondo.

 

 

Con l’arrivo degli anni ’80 e a seguire gli anni ’90 questo stile passa, però, di moda e viene completamente abbandonato. E’ all’inizio del nuovo millennio che sulle passerelle si riaffacciano  gonne e pantaloni a vita bassa ed è in particolare una griffe, Gucci, che rilancia questo capo aggiungendo una novità, adesso gli slip oltrepassano la linea della cintura. Da qui è un crescendo, la vita bassa è su tutte le passerelle e personaggi pubblici come Anna Oxa e Britney Spears ne fanno un vero e proprio simbolo, rendendola un prodotto per tutti, come era già successo negli anni ‘60. La vita bassa diventa, quindi, oggi come ieri, un cult della moda.

 

 

C’è, però, una grande differenza, agli inizi la vita bassa era una novità molto apprezzata dalle giovani generazioni , perché cool,  oggi, al contrario, è diventata out , non solo perchè è cambiata la moda ma anche, e soprattutto, perché ci si è accorti dell’orrenda visione che offriva. Oltre alla scandalosa vista dello slip, è, sotto gli occhi di tutti, la deformazione apportata soprattutto ad alcuni corpi femminili, che non curanti dello specchio e convinte di poter indossare tutte una 38, si mostrano al mondo con degli antiestetici salsicciotti, all’altezza del bacino, che allontanano sempre più l’ideale femminile delle tenere forme.

 

Tutto ciò è supportato da un articolo pubblicato sul Canadian Medical Association Journal del 2003, del dr. Malvinder S. Parmar, il quale, dopo aver condotto uno studio, denuncia i rischi che comporta l’uso di questo capo. Il risultato dello studio, condotto su alcune donne che hanno indossato tali pantaloni per 6-8 mesi, ha confermato che alcune di queste donne soffrivano di meralgia parestesica,ovvero sensazione di bruciore e formicolio nella parte interessata, tesi avvalorata dal fatto che quando hanno smesso di indossarli sono passati anche i fastidi. Il corpo maschile, al contrario, non ha subito delle vere e proprie deformazioni fisiche ma è, comunque vero,che gli slip così visibili lo rendono poco elegante e un po’ troppo arrogante.

 

 

Fortunatamente, oggi, le passerelle ci hanno fatto dono di una “innovazione”, il ritorno al vintage, anni ’50 e ‘80, che porta con sè il ritorno del pantalone o gonna a vita alta. Passerelle come quelle di Valentino, Armani, Versace, ed altri grandi stilisti hanno confermato la vita alta come simbolo di femminilità, ma anche di mascolinità, pensiamo a George Peppard, o per citare qualche italiano Vittorio De Sica e Marcello Mastroianni, resi dai grandi fashion designer più sofisticati e pronti ad affrontare con eleganza qualsiasi situazione.

 

 

Ma per tutti coloro, soprattutto di donne, che non sono disposte ad accettare questo revival, basterebbero alcuni piccoli consigli: primo fra tutti una gonna longuette a vita alta permette di sfoggiare una vita molto sottile, che può ben essere delineata da un  cinturone che esalterà non solo la vostra vita ma soprattutto la vostra femminilità dandovi un’aria très chic; secondo, un bel pantalone a vita alta, magari a palazzo, da l’effetto di allungare le gambe; terzo, se voi donne volete un’aria sensuale ma sofisticata (che a noi maschietti piace tanto) un pantalone o gonna a vita alta può solo aiutarvi e allo stesso tempo vi fa essere alla moda.

Uomini, anche per voi vale lo stesso discorso se volete apparire rispettabili, sofisticati e di classe, aprite l’armadio, gettate via tutti quei capi a vita bassa e riempitelo di pantaloni a vita alta.

 

 

In conclusione questo non vuole essere soltanto un articolo di critica nei confronti della vita bassa ma anche un modo per dare un consiglio a chi come già segue la moda. Se vuoi essere di classe e vivere al passo con i tempi devi indossare la vita alta, e, poi, come Armani ha detto: “L'eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare”.

 

Andrea Franco


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