FEB 22 2013

Mr. Dandy



 

“Un universo in penombra dissacrato dal fashion system”

Vi porto a fare un viaggio verso un mondo celato chiamato dandismo.

Stiamo parlando di un movimento culturale inglese della fine del XIX secolo o forse è meglio definirlo “dottrina della finezza”

Celato

E' questo il termine adatto da associargli, proprio perché parlarne troppo sarebbe deleterio per chi è fedele a questa dottrina. E, se adesso, vi state chiedendo il perché, a breve avrete la risposta.

Il Dandismo è uno stile di vita che plasma la figura di un perfetto gentleman non soltanto per il modo di abbigliarsi, bensì anche come valore.

Ma come nacque lo stile Dandy?

Il primo esponente in assoluto fu George Bryan Brummell, che nell’800 celebrò l’eleganza del pantalone a tubo, delle giacche da frac e del colore blu, in un’epoca in cui primeggiavano ancora le stoffe dai colori sgargianti. Il tutto accompagnato da un portamento e da una dialettica senza eguali!

 

 

“Osare” è un termine che si sposa con la moda e avere il coraggio di lanciare una nuova tendenza, sobbarcandosi critiche e disappunti è un iter che fa parte del fashion system, ma niente paura, perché ciò che tanto si critica oggi, solitamente viene imitato, domani (critica = interesse).

Non possiamo non citare Oscar Wilde, un altro Dandy per eccellenza, celebre romanziere che con “Il ritratto di Dorian Gray”  raccontò di un ragazzo che fece della sua bellezza un rito insano, giusto per rimanere in tema con il “bello” tanto ricercato dallo stile stesso.

 

 

Il dandismo d'oggi consiste nel praticare ancora un certo tipo di atteggiamenti e nel modo di vestire: non trendy, non casual, non pratico, non comodo, indossando tutte quelle cose, giudicate dalla massa, esagerate.

Oggi l'atteggiamento del dandy e il suo stile nel vestire sono considerati eccessivi e sottilmente démodé: il dandy mescola il classico all’originale non rinunciando al profumatissimo fiore all’occhiello.

L’uomo dandy non segue la moda proprio per distaccarsi dalla massa, mantenendo vivo il linguaggio di un’eleganza senza fine.

La vera eleganza è il riuscire a passare inosservato, perché il seguire la moda, bella o brutta che sia, fa parte dello snobismo e lo snob ostenta tutto quello che viene proposto dalle più importanti maison e per ingranarsi al periodo alla quale si appartiene, sentendolo come un bisogno primario, mentre il nostro Dandy porta in alto lo stile di una grazia senza tempo.

Il dandy non è sempre omosessuale anche se Wilde, Montesquieu, Proust, Cocteau, Jacob lo erano.

Il dandy, in un certo senso, è una donna: ama i profumi, i fiori, i bei vestiti, le buone maniere, l'eleganza formale; ha sentimento, spesso dipinge o scrive poesie, ascolta musica melodica e predilige la calma di un buon libro ad una partita di calcio.

Grazia, irriverenza, ricercatezza, originalità; vi sono non pochi atteggiamenti che troviamo nella gran parte dei dandies.

Molti stilisti come  Ralph Lauren, Gucci, Roberto Cavalli, Giorgio Armani e Dolce & Gabbana hanno lanciato delle collezioni ispirate allo stile dandy.

Ma cari lettori,

mi preme comunicarvi quanto tutto ciò sia stato un gravissimo errore, in quanto il dandy non lo si può far diventare uno stile di massa,

Ispirarsi al dandy per una collezione di moda è pericoloso, perché si tradisce implicitamente il messaggio del dandismo, che è quello di un essere unico e inimitabile. La moda rende invece imitabile tutto ciò che vende! E dunque tutto ciò andrebbe a distruggere uno stile unico nel suo genere, riservato a ben pochi e non alla massa.

Ideologia gravemente tralasciata dai fashion designer che hanno lanciato delle linee, distruggendo l’universo Dandy.

 

Dolce&Gabbana                                                         Ralph Lauren

 

E’ un fenomeno abbastanza complesso e spunto di ispirazione per Dior Homme, Armani, Burberry, DSquared², Alessandro Dell’Acqua e tanti altri.

Ritornano quindi di moda indumenti come soprabiti o mantelli, papillon e cravatte, camicie e gilet, bretelle, bastoni, cappelli a cilindro.

La bellezza del dandy consiste in particolare in quella esteriore, il dandy è un individuo freddo, deciso, che non lascia trasparire le proprie emozioni dinanzi a determinate situazioni.

E’ proprio la sua complessità che affascina il mondo intero, uomini difficilmente definibili in quanto ricchi di contrasti e contraddizioni, laddove lasciano trasparire esibizionismo, ostentazione, dovuta agli abiti e agli oggetti preziosi tanto amati da Gabriele D’annunzio, vien fuori un lato di chiusura accompagnata dal desiderio di celarsi.

Uomini, quale, la  superficialità in realtà è essenza o che insieme alla ricercatezza si intravede la sobrietà.

Dandy è la complessità  e la semplicità, è il tutto e il nulla, ricco di sfaccettature, un labirinto senza uscita.

Indagando sul fenomeno ci si rende conto di quanto a quest’uomo piace stare nel coro fino a un certo punto e allora ha bisogno di fuggire, lasciando la traccia di una provocazione o il graffio di un atteggiamento estremo.

Amano i rotocalchi e benché possano parlar di se non temono scandali, non a caso Oscar Wilde in una delle sue tante riflessioni ci lasciò anche questa frase;

“Che si parli di me, nel bene o nel male, purché se ne parli”

E ancora D’annunzio che pur di apparire sui giornali, fece girar la falsa notizia della sua morte, cadendo da cavallo!

Di certo un fenomeno tipicamente maschile anche se qualche donna è stata annoverata tra i Dandy, dato che gusto e raffinatezza sono doti tendenzialmente femminili, di certo lo stile si sposa perfettamente con la sagoma di una donna sottile e sicura di se.

 

La donna dandy secondo Ralph Lauren

 

Per concludere il viaggio vi lascio con il pensiero di un grande poeta decadentista Charles Baudelaire.

“Il dandismo non è neppure, come sembrano credere molti sconsiderati, un gusto sfrenato del vestire e dell’eleganza materiale. Per il dandy perfetto tali cose sono unicamente un simbolo della superiorità aristocratica del suo spirito”

 

Jessica Gaudioso-Nives

 

 

 

 


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