SET 24 2015

Omaggio a Rosa Genoni, progenitrice della Moda Italiana



 

Dal 17 al 25 settembre, la città di Milano ha deciso di rendere omaggio mediante una mostra alla stilista italiana Rosa Genoni, visitabile a Palazzo Castiglioni in Corso Venezia.

Come spiega Cristina Tajani: “la mostra rappresenta l'omaggio della città alla progenitrice della moda italiana e al suo stile inconfondibile e leggero. Uno stile che ha sempre escluso gli eccessi, legando la creatività a punti di riferimento precisi e sicuri sia nelle forme sia nella ricerca dei tessuti. La figura di Rosa Genoni è inoltre legata all'Esposizione Universale del 1906, circostanza che rende ancora più interessante questa iniziativa che si inserisce non solo nella cornice della fashion week milanese ma anche nel palinsesto di ExpoinCittà".

I visitatori avranno la possibilità di scoprire grazie a documenti inediti, schizzi, libri, cimeli e fotografie oltre a manufatti, abiti e accessori dal guardaroba privato di Rosa Genoni, uno spaccato autentico dell’epoca.

La mostra è valorizzata anche dalla presenza di alcuni protagonisti della moda che per l'occasione presenteranno le loro creazioni ispirate a Rosa Genoni.

 

 

Sarta, giornalista socialista, Rosa Genoni fu insegnante alla Società Umanitaria di Milano, femminista ante-litteram, tenne a Milano, nel 1914, una conferenza dal titolo "La Donna e la Guerra", in cui si appellava alle donne affinché rafforzassero il fronte per la pace.

La Genoni è sempre stata attenta alle esigenze di una realtà odierna che, in quegli anni era impegnata a rivolgere uno sguardo verso quello che erano le guerre. Una realtà futurista dove tutto il mondo dell'arte e della cultura era stimolato da numerosi fattori determinanti, non solo le guerre ma anche la trasformazione sociale dei popoli, i grandi cambiamenti politici e le nuove scoperte tecnologiche e di comunicazione, come il telegrafo senza fili, la radio, aeroplani e le prime cineprese; tutti fattori che arrivarono a cambiare la percezione delle distanze e del tempo, "avvicinando" fra loro i continenti.

Il XX secolo era quindi invaso da un nuovo vento, che portava all'interno dell'essere umano una nuova realtà: la velocità.

Possedendo una personalità poliedrica e vivace, grazie anche ad esperienze di lavoro in Francia, Rosa Genoni riuscì a cogliere le potenzialità del settore moda in Italia e propose soluzioni di grande modernità per riorganizzare l'industria dell'abbigliamento italiana. L’occasione emergente fu con il Padiglione delle Arti Decorative, qui alla Genoni le fu assegnato il prestigioso "Grand Prix" della giuria grazie ai suoi abiti ispirati alla tradizione dell'arte pittorica rinascimentale, presentato all’Esposizione internazionale di Milano del 1906, nel quale ottenne un grande successo. Per le sue creazioni la Genoni impiegò solo tessuti italiani e dichiarò: "il nostro patrimonio artistico potrebbe servire di modello alle nuove forme di vesti e di acconciature, che così assumerebbero un certo sapore di ricordo classico ed una vaga nobiltà di stile [..] Come mai nel nostro paese da più di trent'anni assurto a regime di libertà, in questo rinnovellarsi di vita industriale ed artistica, come mai una moda italiana non esiste ancora?".

Tra i suoi abiti quello ispirato alla Primavera del Botticelli, realizzato in raso di seta pallido con sopravveste di in tulle color avorio ed impreziosita da ricami a motivo floreale in perline, canutiglia, paillettes e cordoncini dorati, la valse in Gran Premio per la sezione Arte Decorativa da parte della Giuria Internazionale.

 

 

Rosa Genoni si ispria alla Venere di Botticelli per la sua creazione realizzato in raso di seta


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