APR 21 2016

Modelli e nuove tendenze: l'intramontabile trench



Il trench è un capo assolutamente moderno e contemporaneo, nonostante l’idea risalga alla prima Guerra mondiale. Nasce, quindi, dalla storia, ma allo stesso tempo ne racconta e ne ricorda molte. Quelle di uomini e donne, di fashion icon e celebrity, che l’hanno portato anche sul red carpet come Ryan Seacrest o Tom Hardy o indossato sul grande schermo.

 

                      

 

Tutte queste immagini e storie l’hanno reso un capo intramontabile e trasversale, trasformandolo così in un must have per il proprio guardaroba, maschile o femminile. Il trench nasce come soprabito maschile, indossato dalle truppe inglesi e francesi: color khaki o nero, doppio-petto, con spalline portatubolari e D-Rings. Dal ritorno dal fronte, dalla trincea, i soldati continuarono a indossare questo coat e da qui il successo e il nome trench, trincea. Le sue origini risalgono al produttore che rese idrorepellente, ingualcibile e traspirante il tessuto lana misto cotone, con cui vennero poi tagliati i cappotti, indossati al fronte.

Era Thomas Burberry.

 

 

Impossibile non conoscere la nota label che ha fatto del trench il capo simbolo di un intero impero e stile. Talmente forte il riferimento che, sotto la voce Burberry, del dizionario Oxford, si legge: un tipo di impermeabile leggero con la cinta, in genere di colore beige, foderato in tessuto scozzese. Oggi, il brand inglese lo ripropone e reinventa, di stagione in stagione, nella variante couture, fino a offrire un servizio unico, cioè quello del Monogramming, personalizzando con le proprie iniziali il prezioso capospalla. Seppur pensato per l’uomo, questo capo outerwears sin da subito è stato amato dalle donne: nel 1928 lo scelse Greta Garbo in Destino, nel 1934 Bette Davis lo porta nero e stretto in vita da una cintura in Of Human Bondage. Il vero e grande successo arriva, però, negli anni ’40, quando il trench coat si trasforma in elemento cult del cinema noir: è Joan Fontaine in Rebecca, la prima moglie. Più avanti sarà capo simbolo della figura del detective che si cela nell’ombra del suo rever alto, come Warren Beatty nell’impermeabile giallo e chiusura doppiopetto in Dick Tracy. E’ come dimenticare la bellissima e elegante Audrey Hepburn che, nello storico film Colazione da Tiffany, indossava un dress trench khaki, strizzato in vita. E ancora, la figura di una giovane Meryl Streep, quando viene portato dalla stessa in Kramer vs Kramer e che le permise di vincere l’oscar come miglior attrice non protagonista.

 

                                   

Da qualche decennio, il trench è anche diventato un must have del guardaroba delle it girl francesi che non ne possono fare a meno,  e infatti lo indossano con jeans e t-shirt sailor o abiti ultra leggeri di seta e pizzo. A renderlo, forse, così importante per lo stile inequivocabilmente parisienne è stata Catherine Deneuve che lo ha portato più volte in scena sul grande schermo: in Mississipi Mermaid e in Bella di giorno, indossando un modello di vernice nera, creato proprio per lei da Yves Saint Laurent. Nel 2007 lo disegnerà anche Lanvin per una lady sofisticata ma dark, abbinato a un paio di occhiali neri a mascherina. Lo stesso modello verrà riproposto e declinato negli anni da maison degne di nota come Christian Dior, Louis Vuitton e l’immancabile casa madre, Burberry Prorsum.

 

 

 

Il trench racchiude in sé un fascino sì noir, di mistero, ma anche di avanguardia: si rivisita un capo classico e iconico, scegliendo un formato glossy, lucido, un po’ fetish, per una nuova femme fatale. Una declinazione che si farà notare di più. Ed ecco che il trench sarà testimone di nuove incredibili storie da scrivere o raccontare.

Una fashion story senza la parola fine.

 


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