APR 13 2017

La moda sfila sul Web



Le sfilate delle settimane della moda sono riservate a buyer, giornalisti che lavorano per grandi editori, fashion blogger e addetti ai lavori. Chi è fuori da questo mondo, anche se è un’appassionata di moda o una neo stagista, non potrà assistere alle sfilate ma potrà viverle grazie alla tecnologia che spesso ci regala delle emozioni. In che modo?

Grazie alla piccola scatola virtuale che è lo smartphone, chi partecipa alle sfilate condivide informazioni live sui social attraverso filmati e foto. Non solo: da qualche anno, durante le settimane della moda, le maison che sfilano in passerella mostrano le loro collezioni in diretta streaming.

 

 

Sempre più spesso organizzano eventi mediatici per coinvolgere il pubblico negli show. I primi sono stati Dolce e Gabbana che nel 2015 hanno lanciato lo streaming e la prima selfie-sfilata, ovvero modelle vestite come le signore anni ‘50 e ‘60 che andavano in villeggiatura sulla Costiera Amalfitana o in Riviera, armate di smartphone, e scattavano selfie all’impazzata. Un trionfo planetario sui social con l’hashtag #DGselfie.

Anche lo stilista Tom Ford ha scelto di non presentare la sua nuova collezione primavera\estate 2016 con una tradizionale sfilata, ma attraverso un video, la cui protagonista è stata Lady Gaga. L’artista ha ricantato I Want Your Love di Neil Rodgers mentre le modelle sfilano con i vestiti della collezione di Tom Ford.

 

 

Non tutti però remano verso la stessa direzione. MSGM è uno di questi, infatti, durante la sua sfilata del 2016 ha chiesto “di non postare nulla sui social media, tenete il telefonino in tasca e godetevi lo spettacolo”. Il direttore creativo Massimo Giorgetti decise di adottare questa tecnica perché: “Bisogna stupire, il troppo visto annoia”.

Le sfilate del 2017 sono state quelle della stabilità: streaming video in tutte le città Milano, Parigi, Londra e New York. Gucci è stato il primo a sfilare e mandare in onda il live della collezione.

 

 

A tanti benefici corrispondono però anche vari svantaggi. Il principale fra tutti è il cosiddetto “plagio” da parte delle grandi catene low cost come Zara e H&M. Attraverso lo streaming o l’anteprima delle collezioni, queste multinazionali lanciano sul mercato prodotti simili a quelli visti in passerella, soddisfando i clienti ma danneggiano i grandi brand.

Esiste una soluzione a tutto ciò?
La Camera della Moda Americana (CFDA) sta provando a risolvere questi problemi, l’obiettivo è quello di creare una settimana della moda indirizzata sostanzialmente alle richieste del consumatore, con la presentazione delle collezioni e la conseguente disponibilità negli store in tempo reale e non sei mesi dopo come accade adesso. In questo modo si potranno aumentare le vendite e allo stesso tempo accontenteranno i clienti più o meno esigenti.

 

Alessia Ferracane