FEB 20 2018

I pantaloni, uno stile che ha rivendicato il ruolo della donna nella società



Gabrielle Bonheur Chanel, conosciuta da tutti come Coco Chanel, è nata il 19 agosto del 1883 in una famiglia poco felice: la madre morì precocemente e il padre, venditore ambulante, decise di lasciare i figli in orfanotrofio, dove Gabrielle imparò a tagliare e cucire. Lo stile monacale delle suore sarà il punto di riferimento per tutta la sua vita da stilista.

Ha 21 anni quando conosce Etienne De Balsan, ufficiale di cavalleria e figlio di magnati tessili, che finanzia l'apertura del primo negozio di Gabrielle. Un negozio per la creazione di cappelli che sono decisamente diversi rispetto a quelli del tempo, molto pomposi, stravaganti, tipici della Belle Époque. Abitando nella villa di Etienne, trovò l'ispirazione per creare abiti comodi e per rivoluzionare il mondo della donna.

 

 

Coco Chanel e l'emancipazione femminile

Coco aveva un'idea di una donna completamente diversa da quella dell'epoca: sottomessa al marito, con abiti decisamente scomodi e non indipendente. La celebre stilista ha voluto sfidare le regole di una società statica per dare alla donna ciò che le spettava di diritto. Aveva in mente una donna moderna, padrona di se stessa, rivoluzionaria e all'avanguardia.

 

 

I colori di Mademoiselle Chanel

Il tailleur da donna divenne immortale e spopolò grazie ad Audrey Hepburn che lo sfoggiò in "Colazione da Tiffany" completamente di colore nero. Nero, un colore che ai nostri occhi potrebbe sembrare banale ma che ha segnato per sempre la vita di Coco. Il nero ricorda lo stile monacale, austero, che appartiene al suo passato, al periodo in cui crebbe all'orfanotrofio. Il suo passato ritornava in ogni sua sfilata con creazioni nere, bianche e beige.

 

 

La rivoluzione inizia dai pantaloni

Coco fu una delle primissime donne ad indossare i pantaloni! Decise di sperimentare per poter cambiare la società. All'epoca questi "esperimenti" risultarono abbastanza stravaganti, ma assolutamente pratici; infatti la stilista proponeva non solo l'innovazione ma anche la comodità e la praticità.

I pantaloni, come si racconta nella mitologia Chanel, nacquero nella villa dove abitava con il suo primo amante Etienne. Lì imparò e divenne un'ottima cavallerizza e creò i pantaloni da donna con la cravatta in maglia. Il pantalone da donna non fu l'unica creazione che fece discutere: durante un soggiorno a Venezia, creò una maglia in stile marinaio con tessuti pregiati, con pochissime decorazioni e con forme essenziali. Fu la prima ad indossarla e fu marchiata immediatamente come la regina del genre pauvre: povertà di lusso.

Da queste due creazioni, si può dire che aveva una dote innata nel saper mixare con armonia ed eleganza abbigliamenti femminili con quelli prettamente maschili. Le sue creazioni si inserirono perfettamente nel contesto della rivoluzione femminista per la parità dei diritti. 

 

 

Il taglio dei capelli, i pantaloni e il prototipo di donna sensuale

Dopo la creazione dei suoi pantaloni le si bruciarono i capelli in un incidente. Quello che sarebbe stato per molte un dramma, per Coco Chanel fu un altro incentivo a nuove creazioni: il suo abbigliamento anticonformista associato ad un taglio di capelli corto fece diventare di moda il prototipo della "garçonne", ovvero la "maschietta". Una donna definita androgina, con un fisico snello, pantaloni, giacca da uomo, capelli corti e tanta sensualità. Le maggiori esponenti di questo stille furono Marlene Dietrich, Greta Garbo e Joan Crawford.

Il pantalone e i jeans per donna si diffusero ampiamente negli anni '60 e '70. Oggi per tutte noi sono capi d'abbigliamento molto comuni, a volte li crediamo capi di poco conto non ricordando la storia della "lotta" per l'emancipazione. Quindi, grazie a Chanel e a tutte quelle donne che hanno indossato i pantaloni nella maniera più cool e sensuale.

Chiara Suriana Mileti


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