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Barbie

Barbie: da donna oggetto a protagonista. L’emancipazione di una bambola iconica:

Capelli biondi, alta, magra, vita stretta, seno abbondante, occhi azzurri e sorriso smagliante.
Quando e come è stato deciso che questa è la conformazione adatta per essere “perfette”? Ma soprattutto cosa ha fatto la Mattel per “riportare” Barbie ai giorni nostri?

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Conosciamo ormai tutti, in tutto il mondo, il motto fondamentale di questa bambola un po’ contraddittoria: “Puoi essere tutto ciò che desideri”, nato grazie al progetto DREAM GAP PROJECT, nel 2018.
La Barbie, si sa, sin dai suoi albori, va di pari passo con quella che è la società del momento, anche se è, per definizione, la bambola della cultura pop.

Barbie astronauta, medico, avvocato, atleta paraolimpiaca, unisex, ma anche, nell’ultimo periodo post COVID, Sarah Gilbert, Audrey Cruz, Amy O’Sullivan, Chika Stacy e Kirby White.
Quindi in cosa, o chi, si identifica Barbie nel nuovo millennio?

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WE ARE BARBIE” è così che la Mattel ha voluto rispondere a questa domanda super gettonata.
Questo motto sta ad indicare, e ad enfatizzare, che dentro ogni donna, uomo, o chi che sia, c’è una barbie, forte, bella, gentile ma soprattutto unica.

Riuscirà Barbie ad attraversare quel fosso che da decenni e decenni la perseguita?

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Estremista, falsa e lontana dalle sue origine. È così che è stata definita una volta ridimensioniate le caratteristiche chiave del giocattolo. Ma nuove generazioni, nuovi pensieri e idee. È così che Barbie diventerà di tutti. Nel vero senso della parola.

 

Erika Sfilio

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