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La moda blocca le vendite in Russia

La moda inizia a farsi sentire e ad opporsi contro la guerra e contro la strategia di Putin, schierandosi a favore dell’Ucraina e bloccando le spedizioni e le vendite in Russia. Soprattutto le maison di moda, il fast fashion e i brand stranieri hanno deciso di prendere posizione, mentre invece i brand italiani stanno piuttosto aiutando gli ucraini con donazioni e con aiuti economici.

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H&M e Mango che appartengono alla categoria fast fashion, hanno deciso di chiudere momentaneamente i loro negozi (soprattutto in Ucraina per la sicurezza dei dipendenti e dei clienti) e il sito di vendite online in Russia.

Il department store Marks & Spencer ha interrotto le spedizioni al business russo e contemporaneamente sta sostenendo economicamente l’Ucraina.

“Il gruppo H&M è profondamente preoccupato per i tragici sviluppi in Ucraina ed è al fianco delle persone che soffrono. Il gruppo ha deciso di interrompere temporaneamente tutte le vendite in Russia (…) la situazione è costantemente monitorata e rappresentanti dell’azienda sono in contatto con i principali stakeholder. H&M si unisce a tutti coloro nel mondo che invocano la pace”.

 

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Hermès, Chanel e Burberry hanno deciso di sospendere le loro attività commerciali in Russia nonostante abbiano diverse boutique a Mosca. Adidas ha sospeso la sua partnership con la Federcalcio nazionale, essendo sponsor tecnico della Nazionale russa, Puma ha bloccato le consegne, la Nike invece ha fermato, non solo, le vendite online ma ha anche chiuso momentaneamente gli store.

Alcuni e-commerce come Asos, Boohoo, Farfetch e Yoox-Net-a-Porter hanno persino sospeso l’export e le loro operazioni di vendita e spedizioni in Russia.

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Il gruppo Kering, Lvmh, Otb, Armani, Prada, Gucci, Valentino, Balenciaga, Versace, la Camera della Moda, il British Fashion Council e la Federazione dell’Alta Moda e della Moda francese hanno invece come obiettivo quello di aiutare i rifugiati e i profughi ucraini, attraverso donazioni importanti, fornendo aiuti umanitari ed economici, condannando le azioni del governo russo.

Anche sui social possiamo notare come tutti i brand hanno dimostrato il loro sostegno a favore dell’Ucraina, pubblicando dei post dove parlano di amore e di pace o della loro decisione di chiudere gli store in Russia o ancora dove invitano gli utenti a fare delle donazioni e di aiutare, seppur nel proprio piccolo, le vittime della guerra e una nazione ormai in ginocchio.

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La moda come sempre si fa portavoce dei cambiamenti sociali, politici e culturali, e anche questa volta ha deciso di intervenire e di sostenere più che mai la nazione ucraina, dimostrando solidarietà, vicinanza e molta umanità.

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