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LADY D. E LA MODA COME STRUMENTO DI EVASIONE:

Il 24 marzo 2022 è uscito in tutte le sale italiane il film “Spencer”, cognome da nubile di Lady D che, attraverso gli occhi di Diana, analizza tutto il percorso dal suo ingresso nel mondo regale a quello che è stato il più grande tradimento amoroso della corona.

Nel film diretto da Pablo Larraín, che vede come protagonista Kristen Stewart, l’abbigliamento ha un ruolo cruciale, come d’altronde in tutta la vita di Lady D. 

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È assai noto come il dress code è da sempre stato un punto focale nell’etichetta inglese, sì ai capelli a tesa larga, sì a gonna longuette, no a minigonne o gambe senza calze. Infatti, analizzando a fondo, vediamo come la principessa del Galles sia passata da camicie con volant molto ampi e gonne molto lunghe ad introdurre nel mondo della moda regale lo sporty-chic e i micro dress iconici, dopo aver scardinato le regole dalle più “inutili” alle più importanti. Diana, infatti, è considerata da sempre icona fashion, tanto che persino Off-White l’ha scelta come musa della sua collezione SS18. Capi basic, linee delicate e semplici. Le bastava abbinare una felpa oversize e un leggings da ciclista per essere la guru dello sporty style degli anni ‘90. 

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Ma in che modo la stilista Jacqueline Durran ha tradotto l’estetica di Diana nel film “Spencer”? 

Come ha raccontato la costumista stessa la creazione degli abiti è partita dall’armadio della principessa nel periodo che comprendeva il 1988-1992 dal quale sono stati ripresi le silhouette, i colori e gli stili indossati dalla royal.

E così il brand che hanno deciso di accostare al più grande nome regale degli anni ‘90 è stato: Chanel. 

Partendo dal cappottino rosso fuoco creato da Karl Lagerfeld nel 1980 quando si trovava alla maison di Chanel. Il cappottino presentava paillettes in oro e argento dalle forme rotonde, ovali e a foglia, che uniti insieme formano una fantasia botanica; il capo unico è stato riprodotto in copia dagli atelier del brand appositamente per il film.

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Per entrare nel personaggio della principessa del Galles, sia l’attrice protagonista che Jacqueline Durran, hanno spiegato quanto l’importanza dei costumi incida sull’interpretazione del ruolo richiesto. L’immedesimazione è fondamentale, indossare degli indumenti che aiutino a riprodurre al meglio il contesto è di grande supporto. In questo caso la Stewart ha approfondito il rapporto tra Lady Diana e la Maison francese, studiando il significato e le emozioni che gli abiti potevano aver suscitato nella donna.

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“FU VITTIMA DELLA MODA” le è stato detto, ma invece noi sappiamo da sempre che è stata la moda ad essere un suo strumento ben controllato e ben studiato. 

 

Erika Sfilio

 

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