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Fashion Heritage: l’importanza degli ARCHIVI DELLA MODA

CHI CONSERVA I MATERIALI MODA?
Soffermandosi sul prodotto e sui materiali creativi collegati (schizzi e bozzetti): quali sono le forme giuridiche degli archivi o degli istituiti dedicati alla loro conservazione?
Si parla di Fondazioni, archivi privati, archivi di enti ecclesiasti o parrocchiali, archivi pubblici, archivi d’impresa, archivi personali, associazioni, enti e musei pubblici e privati (compresi gli ecclesiastici) e d’impresa (Fondazione Fashion Research Italy).

Gli archivi della moda e del design rappresentano senza alcun dubbio un tema di straordinario interesse nel contesto della storia d’impresa e infatti, ormai da parecchio tempo, questi materiali sono al centro di molteplici iniziative di censimento e di riordino, di valorizzazione e condivisione, pubbliche e private. Archivio, museo e collezione sono tre fenomeni che hanno molto in comune, che spesso si sovrappongono e confluiscono l’uno dell’altro, al punto da poter essere considerati differenti declinazioni della stessa cosa: raccogliere oggetti.

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PERCHE’ L’ARCHIVIO?

Nel Novecento e poi negli anni Duemila l’archivio è divenuto un tema rilevante nell’arte, sia sul piano della produzione artistica sia su quello della trattazione teorica, secondo parametri e indirizzi di ricerca nuovi e spesso esterni alla disciplina archivistica.

“Archivio” è un termine antichissimo che ci porta dal bisogno personale e collettivo del preservare i documenti alla normativa via via creatasi per la loro conservazione, nonché a tutti quei sistemi teorici e pratici utilizzati oggi che ripensano l’archivio per far emergere da esso significati e funzioni mai esplicitate (Baldacci, 2011). L’archivio si intende secondo l’uso comune in un duplice significato, quello di raccolta di documenti, pubblici o privati e quello di sede e luogo in cui essi vengono conservati e raccolti.
Eppure, per cogliere meglio il potere generativo dell’archivio e soprattutto il suo contributo essenziale per i Fashion Studies e all’heritage, è opportuno sottolineare le loro differenze epistemologiche e pratiche. Archivio, museo e collezione sono cose diverse, raccolgono
oggetti con modalità e finalità diverse, per un “pubblico” diverso e collocandosi in temporalità diverse.
La particolarità degli archivi di moda coinvolge diversi aspetti: in primo luogo, l’eterogeneità dei materiali e dei finanziamenti, corrispondenti a diverse fasi di progettazione e produzione. Foto, immagini, pubblicità, video; notizie (ricostruendo immagini e storia,
percorsi e contesti); tessuti; nelle loro varie forme raccontano la storia stilistica e tecnica dei tessuti; disegni, archivi prodotti: abbigliamento e accessori, progetti speciali, Unique opera.
Si tratta di un fondo archivistico, che dispone di un ampio spazio e di difficile conservazione; documenti (gestione).
L’eredità sono gli artefatti fisici e gli attributi intangibili che collegano un marchio al suo passato, scomponendolo in codici che possono essere usati e persino abusati per creare un terreno comune, collegando il passato al futuro.

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PERCHE’ ARCHIVI ED ESPOSIZIONI?
Nel corso del Novecento la riflessione sul tema archivio inizia a definirsi anche nel suo rapporto con l’esposizione, sia in specifiche mostre sul tema, sia in casi in cui è il materiale
proveniente da un archivio a porre le questioni curatoriali e allestitive.
Le realtà museali, pur rappresentando un modello di raccolta opposto a quello archivistico, oggi dopo i radicali mutamenti del modello a partire dagli anni Settanta e Ottanta del
Novecento, rivelano in molti casi un rapporto (con i materiali e il patrimonio) più orientato al loro valore “documentale” che non all'”estetica del capolavoro” e questa direzione emerge anche dalle esposizioni realizzate.
Molti artisti si rivolgono all’idea di archivio nelle sue più ampie definizioni, a partire dall’idea del luogo, alla sua definizione parziale, all’idea di raccolta e conservazione della memoria, così come dell’oblio, fino alle idee secondo i criteri tradizionali dell’archivistica come catalogazione e ordinamento, che vengono indagati e poi sovvertiti.

Archivi di Moda:
Gli archivi della moda sono costituiti da materiali di diversa natura — frutto della
produzione sia interna sia esterna all’azienda — perché si compongono anche di prodotti e,
a volte, di intere collezioni, acquistati altrove al fine di alimentare la ricerca e l’ispirazione
degli uffici stile.
(Fondazione Fashion Research Italy)

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COSA SONO I PEZZI D’ARCHIVIO?
Quindi, cosa sono esattamente i pezzi d’archivio? Fondamentalmente, i pezzi d’archivio sono capi rilasciati nelle stagioni precedenti di designer di fascia alta. Da qui il significato schietto della parola ‘archivio’; “L’archivio o gli archivi sono una raccolta di documenti e
registrazioni che contengono informazioni storiche”.
Questi pezzi sono pezzi che hanno un valore estremo a causa della sua età, delle condizioni e del designer da cui è stato realizzato. Ad esempio, le precedenti collezioni di Raf Simons contengono i pezzi d’archivio più preziosi.
Che cos’è esattamente la moda Heritage?
Cos’è il patrimonio della moda?

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Il romanticismo della parola “eredità” è potente e instabile. La storia di un marchio è preziosa, a volte anche più importante della qualità dei prodotti che crea e vende. In effetti, molti marchi spendono molto tempo e denaro per raccontare la loro storia di fondazione,
amplificata o meno, e spesso è la storia del marchio che abbracciamo quando acquistiamo. Il termine “marchio tradizionale” o “moda tradizionale” è ampio e vago, come il termine “lusso”, che viene classificato come privo di significato. Tradizionalmente, i marchi storici
sono quelli che resistono alla prova del tempo. Ma solo per questa definizione, qualsiasi vecchia azienda può essere considerata un marchio storico. Il mondo della moda è frenetico, creativo e consumista. I gusti cambiano e indossiamo
sempre abiti diversi per stare al passo con i tempi.

Il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma si inserisce entro l’ampia topografia di sperimentazioni sull’idea di archivio della moda. Questo archivio ha alle spalle una importante tradizione come istituzione dedita alla conservazione e
all’esposizione dei materiali artistici. I primi contatti del CSAC con i protagonisti della moda italiana, dalle storiche sartorie dell’Alta Moda romana, agli stilisti del prêt-à-porter milanese, risalgono alla fine degli anni
settanta.

Il lavoro di acquisizione dei fondi è proseguito nel corso di tutti gli anni ottanta ed anche nel decennio successivo portando a mettere insieme circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni,
schizzi, abiti, riviste. L’ingente lavoro di catalogazione condotto con continuità ed impegno da giovani studiosi, dai ricercatori e dagli stessi docenti, supportati da interventi di specialisti del settore, porterà
alla creazione di un modello di ricerca estremamente innovativo, lo stesso che verrà applicato proficuamente alle altre sezioni del CSAC.

 

Federica Romano

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